Due giornate conclusive, tra Roma e Rispescia, hanno raccontato risultati, strumenti e nuove metodologie del progetto Erasmus+ che ha coinvolto Italia, Grecia, Francia e Cipro. Al centro, l’educazione climatica, attraverso realtà aumentata, attività laboratoriali e formazione di insegnanti ed educatori.
La crisi climatica non è più un tema da confinare nei libri di scienze o nelle giornate dedicate all’ambiente. Per comprenderne la portata e, soprattutto, per sviluppare gli strumenti necessari ad affrontarla, serve un’educazione capace di mettere insieme conoscenze scientifiche, esperienza diretta, partecipazione e nuove tecnologie.
È da questa consapevolezza che è nato PARCCE – Physical and Augmented Reality for Climate Change Education, il progetto Erasmus+ che in tre anni ha costruito un percorso condiviso tra Italia, Grecia, Francia e Cipro per portare il cambiamento climatico dentro le scuole attraverso strumenti educativi innovativi e accessibili.
Un lavoro che è arrivato alla sua fase conclusiva con due appuntamenti che si sono svolti il 12 e 13 ottobre in Italia. La prima giornata si è tenuta a Roma, negli spazi di Esperienza Europa – David Sassoli, a Piazza Venezia, con la conferenza finale dedicata ai risultati del progetto. Il giorno successivo è stato il Centro di Educazione Ambientale di Legambiente a Rispescia, nel Grossetano, a ospitare il seminario finale divulgativo, rivolto in particolare a scuole, insegnanti, educatori, partner e realtà impegnate nell’educazione ambientale.
Il progetto, coordinato dal Mediterranean Information Office for Environment, Culture and Sustainable Development (MIO-ECSDE), ha coinvolto un partenariato composto da istituzioni educative, università, scuole e organizzazioni non governative dei quattro Paesi. Per l’Italia, un ruolo centrale è stato svolto da Legambiente Festambiente APS e dall’Istituto Comprensivo Grosseto 4.
In questi tre anni PARCCE ha lavorato su una domanda sempre più urgente: come rendere il cambiamento climatico comprensibile, concreto e vicino alla vita quotidiana di ragazze e ragazzi?
La risposta è arrivata attraverso la costruzione di materiali educativi tradizionali e interattivi, percorsi di formazione per insegnanti ed educatori e attività sperimentate direttamente nelle scuole. Una parte significativa del progetto ha riguardato l’utilizzo della realtà aumentata e di strumenti digitali come Blippar e ActionBound, insieme alla gamification e alle attività di educazione ambientale e outdoor.
Il risultato è stato un sistema di strumenti pensato per accompagnare docenti ed educatori nell’affrontare alcuni dei nodi più importanti della crisi climatica: dalle cause e dagli effetti del riscaldamento globale agli eventi meteorologici estremi, dalla riduzione dell’impronta climatica alla mobilità, fino al rapporto tra alimentazione, territorio e cambiamenti climatici. Le attività sono state sviluppate in modo da favorire non soltanto l’acquisizione di conoscenze, ma anche il ragionamento critico, la collaborazione e la capacità di individuare possibili risposte.
Tra gli strumenti messi a disposizione dal progetto c’è stato anche il Toolkit per gli educatori, pensato come una vera e propria cassetta degli attrezzi per portare l’educazione climatica dentro e fuori dalla classe. Il percorso ha integrato i principi dell’educazione allo sviluppo sostenibile, dell’educazione al cambiamento climatico, dell’approccio globale alla scuola e dell’educazione inclusiva.
Non si è trattato, quindi, soltanto di insegnare che cosa stava accadendo al clima. L’obiettivo è stato costruire le condizioni perché ragazze e ragazzi potessero leggere i fenomeni osservati intorno a loro, collegarli alle trasformazioni globali e comprendere che anche le scelte individuali e collettive fanno parte della risposta alla crisi climatica.
Un approccio che ha trovato una prima e importante occasione di confronto grazie alla proficua collaborazione con l’IC4 e alla disponibilità della dirigente scolastica Anna Maria Carbone. È stato così possibile sviluppare il percorso PARCCE sia nelle classi sia presso il Centro di Educazione Ambientale di Legambiente a Rispescia, coinvolgendo centinaia di ragazze e ragazzi. Attraverso laboratori, attività all’aperto e strumenti educativi, le studentesse e gli studenti hanno potuto approfondire i temi della consapevolezza climatica e della sostenibilità, sperimentando un approccio concreto, partecipativo e orientato alla comprensione delle sfide ambientali.
«Educare al cambiamento climatico significa oggi fornire alle nuove generazioni non soltanto conoscenze, ma strumenti per interpretare una realtà che sta cambiando rapidamente – ha dichiarato Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente. Il valore di PARCCE sta proprio nell’aver messo in relazione educazione ambientale, innovazione didattica e partecipazione, costruendo strumenti concreti che insegnanti ed educatori possono utilizzare con ragazze e ragazzi. La crisi climatica richiede consapevolezza, capacità critica e soprattutto la possibilità di trasformare ciò che si apprende in azione. Per questo è fondamentale continuare a investire nella scuola e nell’educazione ambientale, creando occasioni di confronto e sperimentazione e mettendo a disposizione delle nuove generazioni linguaggi e strumenti adeguati alle sfide che abbiamo davanti».
Il percorso europeo si è chiuso con una restituzione che ha guardato anche oltre la conclusione formale del progetto. Il 12 ottobre, a Roma, sono stati presentati i risultati e le prospettive di PARCCE, con il contributo di rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo della scuola, della ricerca e dei partner internazionali. Il 13 ottobre, a Rispescia, il focus si è spostato invece sulla dimensione più operativa, con la presentazione del Toolkit, le attività dimostrative e il confronto con educatori e scuole.
A raccontare il progetto sono stati anche i partner che in questi anni hanno sperimentato materiali e metodologie nei rispettivi contesti educativi, mostrando come l’educazione climatica possa assumere forme diverse a seconda dei territori, mantenendo però una sfida comune: rendere le conoscenze scientifiche comprensibili, partecipate e capaci di generare consapevolezza.
Perché se la crisi climatica modifica il modo in cui viviamo i territori, cambia anche il modo in cui dobbiamo imparare a leggerli. E la scuola, insieme all’educazione ambientale, può essere uno dei luoghi in cui questa trasformazione comincia.
Per saperne di più: www.parcce.eu.
Sono partner di progetto: MIO-ECSDE (capofila), University of Crete – Department of Primary Education / e-Learning Lab, 1st Rafina’s Primary School, Pedagogical Institute – Ministry of Education, Culture, Sport & Youth, Pernera Primary School, Legambiente Festambiente APS, Istituto Comprensivo Grosseto 4, U Marinu – CPIE Bastia Golo Méditerranée, Montesoro College. Partner associati: DOUKAS Primary Private School e 1st Experimental Primary School of Pyrgos. Maggiori informazioni e l’elenco completo dei partner sono disponibili sul sito ufficiale del progetto PARCCE.


