7-11 agosto

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Il 21 e il 22 febbraio vi aspettiamo a Grosseto con AgriDOC, la rassegna cinematografica organizzata da Festambiente Legambiente nell’ambito del Clorofilla Film Festival interamente dedicata alle pellicole che raccontano storie di agricoltura. Porteremo in sala storie di buona agricoltura ma anche modelli da combattere per rendere questo settore davvero sostenibile. Lo faremo con le immagini ma anche con le parole dei registi, quelle di autori di libri dedicati al tema dell’agroecologia e con tutte le amiche e gli amici che decideranno di raggiungerci. Saremo ogni pomeriggio dalle 17.00 al Cinema Stella. Le mattine, invece, le passeremo con le ragazze e i ragazzi delle scuole superiori nell’Aula magna del Polo universitario grossetano per proiezioni e cineforum con i registi.

Programma completo:

Martedì 21 febbraio

Polo universitario (proiezione riservata agli studenti)

Ore 10.30 Fertile (84’) di Alessandro Quadretti (partecipa il regista)

Cosa c’è oltre la bellezza e la bontà dell’ortofrutta italiana? Ci sono tante donne; il lavoro quotidiano, le fatiche, l’allegria, le delusioni e l’impegno di moltissime figure femminili, spesso dietro le quinte. “Fertile” è il primo documentario italiano dedicato al mondo dell’ortofrutta visto dalle donne che ne sono protagoniste: rappresentano il 70% della forza lavoro nel settore ma non hanno mai voce. Il film racconta le loro storie, mette a nudo identità e desideri, avventure e successi ma anche dolori, morte e fatica. C’è per tutte un filo conduttore comune che è la passione, una passione quasi drogata per la terra e i suoi frutti, e un legame speciale con una figura familiare che le radica ancora di più in questo lavoro. E’ il racconto dell’amore per la terra, per la natura e per l’ambiente di un gruppo di donne che, da nord a sud, caparbiamente ha unito le forze per coltivare insieme la parità.

Cinema Stella

Ore 17.00 Una conditio sine qua non (37’) di Walter Bencini

Sulle Alpi Carniche nella malga Pozof, trascorre l’estate la famiglia Gortani, che, vent’anni fa, ha trasformato un fabbricato senza vita in una malga accogliente e in un agriturismo. Da generazioni producono il formaggio “Çuç di mont”, Renato e Michele sono convinti che gli animali siano i custodi dell’ambiente: la permanenza sui pascoli alpini consente loro di nutrirsi di un pascolo unico, indispensabile per fare formaggi di qualitŕ, ma č determinante anche per il loro benessere e per quello del territorio.

Ore 18.00 Presentazione libro “Agroecologia circolare” con gli Ambasciatori del territorio della provincia di Grosseto

L’agricoltura influisce in maniera significativa sul nostro benessere e su quello degli ecosistemi. Purtroppo, negli ultimi cinquant’anni il massiccio utilizzo della chimica ha favorito una produzione intensiva orientata più alla massimizzazione delle rese che alla qualità. Oggi, però, nel nostro paese è in corso una trasformazione radicale, guidata da una rete di produttori pionieri, esempio di sostenibilità ed eccellenza del made in Italy. Se infatti l’agroecologia è stata a lungo tenuta al margine delle politiche nazionali ed europee, grazie anche alle strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030 della Commissione Europea negli ultimi anni si è imposta come una delle realtà più promettenti nel contrasto ai cambiamenti climatici e per la tutela della biodiversità. Attraverso i contributi di docenti universitari, professionisti del settore e le testimonianze di 30 tra le aziende italiane innovative, “Agroecologia circolare” analizza gli aspetti fondamentali di un settore agroalimentare rispettoso dell’ambiente e capace di produrre cibo sano ed equo. Inoltre, attraverso la valorizzazione degli scarti, l’utilizzo di materiali eco-compatibili, lo sviluppo delle rinnovabili e di nuove tecnologie, riesce a favorire la resilienza delle comunità e a trasferire l’amore per la terra alle nuove generazioni.

Ore 19.00 I ribelli del cibo (52’) di Paolo Casalis (partecipa il regista)

I ribelli del cibo racconta in quattro storie i piccoli produttori di cibo, il loro entusiasmo e le loro difficoltà, tra obiettivi minimi (in una parola, la sopravvivenza) e ambizioni altissime: cambiare il mondo dell’alimentazione, dominato dalla grande distribuzione e dal cibo di bassa qualità. Il microcosmo coeso dell’Alto Adige, dove tradizione e innovazione procedono di pari passo, fa da sfondo a tematiche tanto universali quanto urgenti, che qui trovano un humus particolarmente fertile. Il risultato è un film che va al di là del racconto di denuncia o di protesta, dando voce a proposte e azioni concrete.

Ore 20.15 Aperitivo-cena realizzato grazie alla collaborazione degli ambasciatori del territorio

Ore 21.15 Fertile (84’) di Alessandro Quadretti (partecipa il regista)

Cosa c’è oltre la bellezza e la bontà dell’ortofrutta italiana? Ci sono tante donne; il lavoro quotidiano, le fatiche, l’allegria, le delusioni e l’impegno di moltissime figure femminili, spesso dietro le quinte. “Fertile” è il primo documentario italiano dedicato al mondo dell’ortofrutta visto dalle donne che ne sono protagoniste: rappresentano il 70% della forza lavoro nel settore ma non hanno mai voce. Il film racconta le loro storie, mette a nudo identità e desideri, avventure e successi ma anche dolori, morte e fatica. C’è per tutte un filo conduttore comune che è la passione, una passione quasi drogata per la terra e i suoi frutti, e un legame speciale con una figura familiare che le radica ancora di più in questo lavoro. E’ il racconto dell’amore per la terra, per la natura e per l’ambiente di un gruppo di donne che, da nord a sud, caparbiamente ha unito le forze per coltivare insieme la parità.

Mercoledì 22 febbraio

Polo universitario (proiezione riservata agli studenti)

Ore 10.30 One earth – Tutto è connesso (92’) di Francesco De Augustinis (partecipa il regista)

A vederli da fuori non sembrano neanche allevamenti: sono blocchi di cemento alti diversi piani, nascosti in una cava di terra, nel centro di una montagna nel cuore remoto della Cina. Al loro interno, una produzione iper-intensiva di suini, destinati a fornire la domanda sempre più grande di carne di maiale del gigante asiatico. Intorno a questo allevamento ipertecnologico, simbolo del progresso dell’uomo, si dipana un racconto che tocca i quattro angoli del Pianeta, mostrando in che modo il sistema alimentare globale stia compromettendo in modo irreversibile il fragile equilibrio del Pianeta, contribuendo alle attuali crisi globali come i cambiamenti climatici, le epidemie, il crollo della biodiversità. Dalla Cina, nuovo gigante economico e della produzione alimentare, ai laboratori della “food silicon valley” in Olanda, alle terre contese alle popolazioni indigene in Brasile, alle minacce globali per la salute dell’uomo, alle domande etiche che sottendono il nostro rapporto con la natura: One Earth racconta storie apparentemente lontane tra loro, rivelando come tutto è connesso, come in sistema complesso che si regge su un fragile equilibrio.

Cinema Stella

Ore 17.00 Une ferme sur sol vivant (47’) di Romain Baudry

Una piccola fattoria della Dordogna risponde alle sfide poste dall’agricoltura moderna ponendo il suolo al centro delle preoccupazioni agronomiche, con la profonda convinzione che un’intensa attività biologica sia la soluzione.

Ore 18.00 Presentazione libro “Maledetta zappa. Due millenial prestati all’agricoltura” di Cecilia Irene Massaggia e Filippo Baracchi (partecipano gli autori)

Filippo Baracchi e Cecilia Irene Massaggia sono “creativi e contadini”, che mettono nel lavoro in vigna e nell’orto – e nella loro resilienza all’autostrada A4 – la stessa progettualità e la stessa cura del lavoro intellettuale. La zappa del titolo non è solo l’archetipo del lavoro agricolo: la zappa è anche cura per la terra e per la biodiversità. Lo raccontano Filippo e Cecilia, due “millennial” che fanno coppia nella vita e nel lavoro, due creativi che hanno scelto di vivere da contadini per condurre un’azienda agricola, con poche risorse e ancor meno esperienza. Non tra colline amene e pettinate ma in un territorio marginale, squassato dall’autostrada eppure naturale e spontaneo, un “terzo paesaggio” a Portogruaro, città metropolitana di Venezia. Un racconto ironico e diretto, che fa emergere le contraddizioni del presente e dimostra che l’agricoltura non è soltanto fatica e precarietà, ma anche osservazione e capacità di risolvere problemi, proprio come una professione culturale. Dopo aver condiviso numerose esperienze tra rassegne cinematografiche, laboratori didattici e produzioni video, Filippo e Cecilia dicono di non aver ancora capito come siano finiti a vivere in campagna, a gestire un vigneto, a coltivare orto e alberi da frutto e a produrre vino con una loro etichetta, Le Crede. Però in questo libro hanno provato a raccontarlo.

Ore 19.00 Amuka (70’) di Antonio Spanò (partecipa il regista)

La Repubblica Democratica del Congo potrebbe nutrire quasi 1 persona su 2 sulla Terra. Eppure 12 milioni di congolesi soffrono la fame. Eppure un congolese su due soffre di malnutrizione. Eppure gli agricoltori rappresentano il 70% della popolazione. Di fronte a questo paradosso, i contadini si organizzano in cooperative agricole. Alcuni di loro condividono la loro vita quotidiana con noi. Anche se non si conoscono, vivendo a migliaia di chilometri l’uno dall’altro e partecipano in diversi settori agricoli, le loro voci risuonano in questo documentario potente, sensibile e sincero.

Ore 20.15 Aperitivo-cena realizzato grazie alla collaborazione degli ambasciatori del territorio

Ore 21.15 One earth – Tutto è connesso (92’) di Francesco De Augustinis (partecipa il regista)

A vederli da fuori non sembrano neanche allevamenti: sono blocchi di cemento alti diversi piani, nascosti in una cava di terra, nel centro di una montagna nel cuore remoto della Cina. Al loro interno, una produzione iper-intensiva di suini, destinati a fornire la domanda sempre più grande di carne di maiale del gigante asiatico. Intorno a questo allevamento ipertecnologico, simbolo del progresso dell’uomo, si dipana un racconto che tocca i quattro angoli del Pianeta, mostrando in che modo il sistema alimentare globale stia compromettendo in modo irreversibile il fragile equilibrio del Pianeta, contribuendo alle attuali crisi globali come i cambiamenti climatici, le epidemie, il crollo della biodiversità. Dalla Cina, nuovo gigante economico e della produzione alimentare, ai laboratori della “food silicon valley” in Olanda, alle terre contese alle popolazioni indigene in Brasile, alle minacce globali per la salute dell’uomo, alle domande etiche che sottendono il nostro rapporto con la natura: One Earth racconta storie apparentemente lontane tra loro, rivelando come tutto è connesso, come in sistema complesso che si regge su un fragile equilibrio.