DA RIFIUTO A RISORSA, RICERCA E INNOVAZIONE PER RIGENERARE SOSTENIBILITÀ E FAVORIRE UNA GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI: PRESENTATI DA LEGAMBIENTE A CASTIGLIONE DELLA PESCAIA I PROGETTI RIGENERATERRA E ENI CBC MED COMMON

Questa mattina, presso la sala del consiglio del Comune di Castiglione della Pescaia si è tenuto l’incontro “Da rifiuto a risorsa” nell’ambito del quale si è parlato di gestione integrata dei rifiuti e buone pratiche di ottimizzazione della raccolta differenziata. Lo si è fatto a partire da esperienze concrete che vedono protagonista il Comune di Castiglione della Pescaia e che hanno animato la discussione di esperti ed enti locali. Due le esperienze al centro della giornata: il progetto RIGENERATERRA e le buone pratiche della Coastal Network ENI CBC MED Common.

Il confronto ha preso il via dall’illustrazione dei risultati di RIGENERATERRA, un progetto nato dalla collaborazione tra Legambiente e Novamont con il Comune di Castiglione della Pescaia, focalizzato sulla creazione di compost come elemento per la rigenerazione del suolo. In occasione di Festambiente, la manifestazione nazionale del cigno verde che ogni anno si svolge a Rispescia (Gr), alle porte del Parco della Maremma, tutti i pasti sono stati consumati utilizzando solo stoviglie in bioplastica biodegradabile e compostabile MATER-BI donate da Novamont. Il materiale organico ottenuto attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti – scarti alimentari e stoviglie in MATER-BI – è stato poi conferito all’impianto di compostaggio Futura di Grosseto e il compost ottenuto è stato posato nell’area del Comune di Castiglione della Pescaia devastata dagli incendi per rifertilizzare il terreno e sperimentare il ruolo del compost come facilitatore della ricrescita della vegetazione in un’area colpita da incendi. Tra i focus del confronto anche i risultati di Common (COastal Management and MOnitoring Network for tackling marine litter in Mediterranean sea), un progetto europeo finanziato nell’ambito del programma ENI CBC MED che affronta il problema dei rifiuti in mare con un approccio integrato, puntando sull’acquisizione di nuove conoscenze sul fenomeno su processi decisionali di prevenzione e sulla gestione integrata delle zone costiere (ICZM) attraverso lo studio di modelli di governance efficaci in alcune aree pilota, tra cui proprio il Comune di Castiglione della Pescaia, e una rete di collaborazione tra Italia, Tunisia e Libano per favorire la riduzione dei rifiuti marini. Il progetto ha visto coinvolti Legambiente, l’Università di Siena, l’Istituto Nazionale di Scienze e Tecnologie del Mare di Tunisi, l’Istituto agronomico mediterraneo di Bari, l’ONG libanese Amwaj of the Environment, l’Università di Sousse e la riserva naturale di Tyre, in Libano.  All’evento hanno partecipato: Elena Nappi, sindaca di Castiglione della Pescaia; Angelo Gentili, segreteria  azionale Legambiente e responsabile nazionale Legambiente agricoltura; Gabriele Chilosi, Università degli studi della Tuscia (partner tecnico RIGENERATERRA);  Andrea di Stefano, relazioni istituzionali e progetti speciali NOVAMONT; Monia Monni, assessora all’ambiente e all’economia circolare Regione Toscana;  Anna Grazia Maraschio, assessora all’ambiente, riciclo rifiuti e bonifiche Regione Puglia; Emanuele Zendri, esperto tecnico-scientifico Legambiente; Cristina Fossi, Università degli Studi di Siena, Andrea Minutolo, responsabile scientifico Legambiente.

“Quella di oggi – ha dichiarato Angelo Gentili di Legambiente – è stata per la Maremma una giornata davvero importante e costruttiva. Quello da rifiuto a risorsa è un percorso che deve essere spiegato in ogni luogo e contesto, affinché se ne comprenda la reale importanza. La collaborazione pluriennale della nostra associazione con NOVAMONT va esattamente in questa direzione così come il progetto RIGENERATERRA. L’azione di riqualificazione della zona colpita da incendi effettuata attraverso il compost ricavato dalla nostra manifestazione nazionale ha avuto un riscontro positivo. Lo studio effettuato dal professor Chilosi dell’Università della Tuscia – ha spiegato Gentili – dimostra che tra le specie di funghi ritrovati nel suolo trattati con compost è stata rilevata la presenza di fungo aspergillus, non presente nel terreno bruciato senza compost. Com’è noto, l’aspergillus ha effetti benefici per la salute del suolo e, pertanto, ha contributo alla rigenerazione di una zona brutalmente colpita dal fuoco. Il compost di qualità, infatti, può accelerare i tempi di ripristino di un’area colpita da incendi, con un vantaggio significativo per l’ecosistema boschivo, patrimonio di straordinaria bellezza che ha un ruolo strategico nella difesa della biodiversità, nell’assorbimento della CO2 e per contrastare il dissesto idrogeologico. Un percorso pilota replicabile, questo, che, grazie alla preziosa collaborazione con Novamont, ha trovato casa proprio nella nostra Maremma che, ancora una volta, si è dimostrata in grado di precorrere i tempi con una sperimentazione all’avanguardia a livello nazionale. Nella giornata di oggi, spazio anche al marine litter. Quella della giornata odierna per il progetto ENI CBC MED Common è stata la seconda tappa del Coastal Network italiano, dopo quello in Salento. I Comuni costieri della Maremma e quelli del Salento, rappresentati da Otranto, Gallipoli, Nardò e Santa Teresa, oltre a partecipare ai lavori della mattina, nel pomeriggio toccheranno con mano alcune delle misure più innovative attivate nel Comune di Castiglione della Pescaia per ridurre la presenza di plastica in mare. Una bella occasione, anche questa, per dimostrare che gli strumenti per gestire bene i rifiuti e limitare la diffusione della plastica, come chiarito dalla professoressa Fossi dell’Università di Siena, esistono e hanno estrema necessità di essere raccontati e moltiplicati.”

 Il coastal meeting tra i Comuni maremmani e quelli salentini è proseguito nel pomeriggio con un living lab con visita sul campo alla scoperta delle buone pratiche di gestione dei rifiuti attivate nel Comune di Castiglione della Pescaia tra cui la piattaforma portuale per il conferimento dei rifiuti marini recuperati dai pescatori, il Seabin attivo nel fiume Bruna e il drone segnala-plastica.