AGRICOLTURA E CAMBIAMENTO CLIMATICO: LIFE ADA, IL PROGETTO PER AUMENTARE LA RESILIENZA DEL SETTORE

Il progetto punta a fornire a produttori e agricoltori le conoscenze necessarie per adattarsi ai cambiamenti climatici, capofila UnipolSai

Attraverso le attività di progetto, ricerca e tecnologia a portata di APP per ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici nelle aziende agricole

L’iniziativa potrà contare su un budget totale di quasi 2 milioni di euro, prenderà il via dalla Regione Emilia-Romagna e coinvolgerà anche Veneto, Toscana e Lazio per un totale di 6.000 agricoltori

Il progetto LIFE ADA (ADaptation in Agricolture) ha organizzato oggi a Bruxelles un appuntamento finalizzato al racconto di quanto messo in campo sinora per raggiungere l’obiettivo di aumentare la resilienza del settore agricolo, attraverso lo sviluppo di strumenti di conoscenza e pianificazione che le forme aggregate di produttori ed agricoltori possano utilizzare per adattarsi ai cambiamenti climatici. Due gli incontri organizzati nel pomeriggio presso la rappresentanza della Regione Emilia Romagna in Rue Montoyer, 21, a cui è stato possibile partecipareprevia registrazione in presenza previa registrazione e che è possibile rivedere in streaming sulla pagina www.facebook.com/LifeADA.eu.

L’appuntamento delle ore 14.00 ha avuto come focus le strategie per sostenere l’agricoltura di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici e le opportunità del progetto Life ADA. Hanno partecipato: Angelo Gentili Segreteria nazionale Legambiente e responsabile nazionale Legambiente Agricoltura; Alessio Mammi Assessore agricoltura, caccia e pesca Regione Emilia Romagna; Lorenza Badiello Direttrice della Delegazione presso l’UE della Regione Emilia-Romagna, Giulia Balugani UnipolSai Assicurazioni e portavoce progetto LIFE ADA; Laura Giappichelli CINEA – European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency; Paolo De Castro Europarlamentare, Commissione per l’agricoltura; Nicola Di Virgilio Commissione europea DG AGRI B.2.

L’appuntamento delle ore 16.00, dal taglio più tecnico e per questo riservato agli stakeholder del settore agricolo, si è concentrato su ricerca e tecnologia a supporto delle filiere agricole per la mitigazione dei rischi derivanti dai cambiamenti climatici. In questo ambito, i partner di progetto hanno illustrato nel dettaglio gli studi e il funzionamento degli strumenti realizzati sinora dal progetto. Tra gli interventi: Cristian Maretti Presidente Legacoop Agroalimentari Nord Italia, Giuseppina Felice Regione Emilia-Romagna, DG Agricoltura – Settore Competitività delle imprese e sviluppo dell’innovazione, Giulia Villani ARPAE – Osservatorio Clima; Simonetta De Leo CREA-PB; Egidio Scarlata LEITHÀ; Stefano Francia Presidente Cia Emilia Romagna. Contributi anche dai più rilevanti stakeholder di settore: Alberto Grassi Direttore innovazione e sviluppo della cooperativa Apofruit Italia; Elisa Petrini Sustainability & CSR manager presso il gruppo Bonterre; Marco Nannetti Presidente della cooperativa vitivinicola Terre Cevico; Simona Caselli Presidente AREFLH; Umberto di Pasquo Direttore per gli affari cooperativi, finanza e amministrazione Copa-Cogeca.

Presentata in anteprima a Bruxelles anchel’APP che ha tradotto in linguaggio informatico i mesi di ricerca e indagini e che, tramite una semplice georeferenziazione dell’azienda, permetterà di incrociare i dati raccolti e tradurli in una previsione di rischio e corrispettivi interventi di mitigazione da attuare per ridurre gli impatti.

Grazie a un impegno di quasi 2 milioni di euro, di cui circa la metà co-finanziata dalla UE, in questi anni LIFE ADA ha coinvolto in un serrato percorso di sensibilizzazione, formazione ed indagine mirata singoli agricoltori e organizzazioni di produttori operanti in Emilia Romagna e appartenenti a tre filiere agroalimentari: prodotti lattiero-caseari (Parmigiano Reggiano), vino, frutta e verdura.

In particolare, LIFE ADA ha inteso trasferire conoscenze ai produttori circa gli scenari climatici e la gestione dei rischi e delle misure di adattamento per migliorare la capacità degli agricoltori ad affrontare le conseguenze degli eventi climatici estremi attuali e futuri, costruire strumenti adeguati di supporto al loro processo decisionale nella definizione di piani di adattamento efficienti a livello di azienda agricola e di filiera e promuovere un approccio innovativo da parte dell’assicurazione per rafforzare la capacità di riduzione del rischio climatico, al fine di mantenere l’assicurabilità degli agricoltori a lungo termine, nonostante l’aumento dei rischi catastrofici e sistemici. Al termine della sperimentazione in Emilia-Romagna, il percorso verrà replicato in Veneto, Toscana e Lazio per un totale di 6.000 singoli agricoltori nelle Regioni selezionate e 15.000 agricoltori a livello nazionale. A lungo termine, il numero potenziale di fruitori dello strumento ADA nelle tre filiere selezionate sarà di 242.000 agricoltori, che rappresentano circa 1.140.000 lavoratori e 2,6 milioni di ettari di SAU (Superficie Agricola Utilizzata).

Nel lungo periodo, alcuni impatti previsti del LIFE ADA sono la riduzione dell’1% delle emissioni di CO2, del 2% delle emissioni di NH3, del 5% di consumo di acqua, del 5% di consumo di energia, oltre ad un miglioramento del 3% della resilienza degli abitanti alle inondazioni e un aumento del 17% della gestione sostenibile delle aree agricole nei tre anni di progetto.

Per un Gruppo assicurativo come UnipolSai, che ha tra i propri obiettivi di Piano Strategico il supporto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, è fondamentale comprendere come rimanere accanto al settore agroalimentare nelle sfide poste dal cambiamento climatico. Questo sarà possibile soltanto aumentando la consapevolezza del rischio negli agricoltori e aiutandoli a individuare attività di adattamento efficaci, che prevengano e riducano i rischi mantenendo l’assicurabilità del settore; il progetto LIFE ADA è per noi un tassello centrale nella definizione di questo approccio.”

“Il cambiamento climatico ha complessi effetti diretti e indiretti sull’agricoltura regionale basata su produzioni di qualità fortemente legate ai contesti territoriali e climatici locali.

L’agricoltura di precisione è un’opportunità concreta per le nostre imprese per contrastare gli effetti dannosi di questi cambiamenti e costruire le condizioni per tenere insieme sostenibilità ambientale, economica e sociale, garantendo il reddito alle aziende.

È necessario costruire un modello che risulti adatto anche per le nostre piccole imprese, e sia scalabile e profilabile sulle loro esigenze e sulle loro possibilità di investimento economico: serve la ricerca finanziata dal sistema pubblico (la Regione investe il 4% di risorse complessive in ricerca, contro la media italiana dell’1,5%), e serve anche lo sviluppo di un sistema di terziarizzazione in agricoltura che sia intelligente e digitale, anche attraverso il supporto di imprese private come UnipolSai Assicurazioni. Il progetto ADA si inserisce a pieno titolo in questa strategia, proponendo azioni volte ad aumentare la resilienza del settore agricolo in sinergia con il settore assicurativo.

Lo sforzo futuro è sostenere le produzioni, mettendo al centro l’innovazione e la ricerca in campo fitosanitario, irriguo, genomico e della chimica verde.” Dichiarazione dell’Assessore all’agricoltura, caccia e pesca Regione Emilia Romagna Alessio Mammi