Cerca
Close this search box.

A RISPESCIA (GR), PRESSO L’ANTICO FRANTOIO DEL PARCO, IL SECONDO INCONTRO IN CAMPO E IL FOCUS GROUP PREVISTI NELL’AMBITO DEL PROGETTO “API – AGRICOLTURA POLIFUNZIONALE INTEGRATA”

Realizzato con il finanziamento PSR Toscana 2014 – 2020 – Misura 16.2 – Annualità 2022 il progetto ha come obiettivo lo sviluppo di un modello esportabile di azienda agricola integrata e polifunzionale che unisca apicoltura e coltivazioni in una sinergia capace di diversificare la redditività delle aziende attraverso l’ottimizzazione delle produzioni

Partner di progetto sono: Amiata Bio (capofila); cooperativa agricola “Frantoio del Parco”, azienda agricola “Podere Poggio Olivo”, azienda agricola “Ganetti”, azienda agricola “Solaria”, Legambiente Festambiente APS, Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente Università di Siena

Ieri, l’Antico Frantoio del Parco situato il località ENAOLI a Rispescia (GR) ha ospitato l’incontro e il focus group “Obiettivi, strategie e visita in campo a coltivazioni sperimentali e apiari”, iniziative realizzate nell’ambito del progetto di cui è partner “API – Agricoltura Polifunzionale Integrata”, finanziato dalle Regione Toscana nell’ambito  del  PSR 2014-2020 – Misura 16.2 – Annualità 2022 – Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie. L’azione ha visto protagonisti i partecipanti di un percorso finalizzato a toccare con mano cosa si intende quando si parla di pratiche agricole integrate e realtà aziendali polifunzionali. Una nuova e stimolante full immersion in una realtà che unisce apicoltura e coltivazioni in una sinergia capace di diversificare la redditività attraverso l’ottimizzazione delle produzioni, includendo la valorizzazione dei sottoprodotti.

Nell’ambito della mattinata, i referenti dell’Antico Frantoio del Parco hanno illustrato alle partecipanti e ai partecipanti le sperimentazioni in campo che hanno visto posizionare nei pressi delle tre arnie presenti piante di lavanda elicriso e timo. Tali piante, avendo caratteristiche fiorali differenti, sono garanzia di pascolo per una maggiore diversità di impollinatori oltre che per le api. Una strategia che rispetta la regola secondo la quale è utile e consigliato utilizzare piante con fioritura scalare da marzo a settembre affinché si palesi in maniera continuativa una fonte di sussistenza sicura. Cruciale è anche scegliere forme fiorali differenti così da attirare diverse specie di impollinatori. La mattinata è stata particolarmente interessante anche sul fronte del posizionamento delle arnie, collocate nei pressi di un uliveto biologico caratterizzato da elevata biodiversità naturale (senza disturbi di origine antropica) in cui sono altresì presenti numerosi olivi secolari. Un caso di studio interessante e utile alla riflessione collettiva sviluppatasi nell’ambito del progetto.

Il progetto prevede di realizzare entro dicembre 2024 una serie di incontri di sensibilizzazione e formazione sul tema dell’agricoltura polifunzionale integrata con l’obiettivo di valorizzare l’apporto del sistema apistico alla produttività e all’eco-compatibilità aziendale. Allo stesso tempo, verranno portate avanti ricerche su come ottimizzare le pratiche apistiche con l’introduzione di essenze floristiche autoctone nei differenti ambienti pedoclimatici, sfruttando anche le aree marginali delle aziende. Uno scambio binario tra produzione ed ecosistema volto a innovare i sistemi aziendali con l’introduzione di nuove tecnologie. Con la creazione di una rete contratto saranno altresì valorizzati i prodotti ottenuti dal partenariato, ottimizzando il riutilizzo degli scarti della produzione e migliorando l’accesso al mercato dei prodotti apistici.

Condividi

Articoli suggeriti