Teatro Civile

06.05.2013 13:05 a cura di Festambiente - Stampa

Nessun cartello che lo indichi, solo un generico appuntamento allo spazio cinema per raggiungere il nostro “giardino segreto”. Un giardino fatto di ulivi secolari, oggi un po’ più spogli in seguito alla potatura che sembra quasi lo specchio dei tempi. Si taglia per rinascere, per crescere meglio. Quindi prendiamo come buon auspicio queste chiome meno folte. Come un segnale di un imminente crescita e miglioramento anche per questo spazio, inteso come spazio per la cultura, gli incontri, gli spettacoli.

Uno spazio che “ci piace” -usando impropriamente una modalità da social network- perché qui è ancora oggi importante la “parola” e la condivisione. Dove ci si intrattiene con autori di libri, attori o musicisti, dove semplicemente si riesce ancora a parlare tra persone, in carne e ossa. Senza mediazioni “da tastiera” e dove il nostro dirimpettaio non sta di là da un monitor ma magari condivide un pancale o un angolo di terra per sedersi, per godere il tramonto e lo spettacolo dove non c’è un palco “a mantenere le distanze” tra pubblico e scena.

Tutto questo è il nostro “giardino segreto”. Che rimane il luogo più incontaminato del festival, il più nascosto ma non per questo impossibile da trovare.

Basta metterci un po’ di cuore senza lasciarsi affascinare da ciò che rimane a portata di mano.

Nelle serate del 17 e del 18 agosto, dopo gli spettacoli, si scende allo spazio cinema per un aperitivo in compagnia con i prodotti gentilmente offerti da Copaim.

L’appuntamento per raggiungere l’uliveto è alle 19,00 allo spazio cinema. Inizio spettacoli/presentazioni ore 19,15.

 

Domenica 12 agosto


Angelo Romagnoli
in "Non leggete i libri, fateveli raccontare" in collaborazione con Fondazione Bianciardi. Presenta Stefano Adamitl_files/file redazione sito/immagini pagine/Teatro Civile/Bianciardi illustrato da Renzo Francabandera.jpg

Regia: Francesco Pennacchia

Produzione: Compagnia Pennacchia Romagnoli / laLut in collaborazione con La Corte Ospitale di Rubiera, Comune di Siena, Regione Toscana

Non leggete i libri, fateveli raccontare consiste in cinque lezioni scritte da Luciano Bianciardi, con criterio scientifico, dedicate non soltanto a giovani con ambizioni spropositate rispetto ai loro mezzi, ma anche ai vecchi leoni dell'impresa culturale, ai maturi ‘operatori’ e agli intellettuali affermatissimi che tappezzano la Penisola.

 

Mercoledì 15 agosto

tl_files/file redazione sito/immagini pagine/Teatro Civile/wild piano.jpgWild Piano - Pianoforte selvaggio è un progetto musicale che vuole stravolgere la canonica ubicazione di un concerto pianistico. Sfidare la natura e allo stesso tempo inserirsi in essa.

Filippo G. Binaghi, pianista e compositore si propone come artefice di queste suggestive performances; lo stretto contatto con la natura e il completo isolamento dalla civiltà anche attraverso sentieri e salite porta ad una nuova concezione di musica, nata e creata per quell’atmosfera in quell’istante, e speranzosa di inserirsi armoniosamente con l’ambiente circostante, esaltandolo.

 

Giovedì 16 agosto

 

tl_files/file redazione sito/immagini pagine/Teatro Civile/Copertina -amore a ore-.jpg

Presentazione del libro "Amore a ore" di Giovanni Bogani. Con: Giovanni Bogani, autore, Caterina Fiaschi,
cantante, Stefano Algerini e Linda Luzzi, attori

Un romanzo che diventa uno spettacolo teatrale. Niente moderatori, niente dibattito: solo le parole del romanzo, lette da Linda Luzzi e da Stefano Algerini. Caterina Fiaschi interpreterà alcune canzoni, fotografie degli stati d’animo evocati dal romanzo, accompagnata alla chitarra dallo stesso Bogani.

 

 

Venerdì 17 agosto

tl_files/file redazione sito/immagini pagine/Teatro Civile/Docdoc-dieci-anni-di-cinema-e-altre-storie.jpgPresentazione del libro "Docdoc – Dieci anni di cinema e altre storie" di Gianfranco Pannone. Dialogano con l’autore, il regista Francesco Falaschi e lo sceneggiatore Alessio Brizzi

Il tassista di Cuba, Liberate Feltrinelli!, Le strade bianche del cinema italiano, W Wiseman! Kapuscinsky tra realtà e finzione, I furbetti del documentario, Preferisco Errol Morris, sono solo alcuni dei capitoli di questo libro. Dieci anni di cinema e di televisione raccontati da Gianfranco Pannone per la rivista online il documentario.it. Riflessioni, note critiche, recensioni.

Temi ricorrenti di Pannone: la cultura non per pochi, il complesso rapporto tra cinema e realtà, una rinnovata politica degli autori, ma soprattutto il desiderio di vivere in un paese migliore.

 

 

Sabato 18 agosto

tl_files/file redazione sito/immagini pagine/Teatro Civile/teatro valle occupato.jpgPresentazione del libro Teatro Valle occupato. La rivolta culturale dei beni comuni di autori vari

Dalle piazze spagnole a quelle arabe, da occupywallstreet alla primavera italiana dei referendum, mobilitazioni e tumulti superano la dimensione della protesta ed esprimono il bisogno di una reale alternativa sociale.

Al Valle, il più antico Teatro di Roma, si respira lo stesso anelito. La sua occupazione, a opera di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, sperimenta un nuovo modello di produzione culturale nel tentativo di superare governance amministrativa e logica del profitto privato.
La Fondazione Teatro Valle Bene Comune sarà infatti la prima istituzione di rilevanza europea a essere gestita secondo un principio di autogoverno. Un prototipo riproducibile in settori diversi: dai musei ai centri di ricerca, dalle scuole agli ospedali, il Valle occupato è un esperimento straordinario che si sta già moltiplicando in tante altre esperienze simili.

 

Domenica 19 agosto


"Antropolaroid" di e con Tindaro Granata

tl_files/file redazione sito/immagini pagine/Teatro Civile/antropolaroid.jpgAntropolaroid è un racconto grezzo e popolare abitato da storie che i miei nonni, non consapevoli di utilizzare una tecnica antica, mi hanno tramandato. Io le ho istintivamente memorizzate nel mio letto, come si memorizzano le favole della buonanotte, Antropolaroid nasce dall’esigenza di sviluppare e rielaborare il “Cunto”, memoria a me trasmessa inconsapevolmente dai miei nonni, entrambi analfabeti. Allontanandomi dal modello originario di tradizione orale del “Cunto”, riscrivo e reinterpreto il passato della mia famiglia intrecciandolo ad episodi di cronaca avvenuti nel mio paese di nascita.

 

Torna indietro